Il cane può entrare al supermercato?

Il Ministero della Salute stabilisce il divieto di ingresso di animali negli alimentari, mercati e supermercati solo quando non è possibile evitare il contatto del quadrupede con i cibi esposti.

Il tema dell’accesso degli animali da compagnia, in particolare i cani, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico ha sempre creato numerosi problemi, equivoci e contestazioni a causa delle norme non sempre chiare e della scarsa tolleranza di chi non ama i quadrupedi. Ricordiamo che per «luogo pubblico» si intende un luogo in cui tutti possono accedere senza limitazioni (una piazza, il parco comunale, l’ospedale), mentre il «luogo aperto al pubblico» è quello – anche di proprietà di privati – cui si accede solo in determinati momenti e a determinate condizioni (un cinema, il bar, il supermercato, il ristorante, la chiesa). Un particolare rilievo riveste la questione dell’ingresso del cane al supermercato: il contatto diretto tra l’animale e alcuni alimenti esposti senza protezioni o contenitori potrebbe infatti generare rischi igienici (si pensi al bancone della frutta e verdura o a quello del pane). Cosa si può fare in questi casi? L’animale deve rimanere fuori dalla porta, legato a qualche palo, in attesa che il suo padrone torni con le buste della spesa oppure è possibile far entrare il cane al supermercato? Di tanto ci occuperemo nel presente articolo, tenendo conto della recente e chiarificatrice nota emessa sul punto dal Ministero della Salute che, a quanto pare, ha lasciato maggiori aperture rispetto a un atteggiamento molto restrittivo sposato in passato. Ma procediamo con ordine.

Il proprietario è responsabile del corretto comportamento del cane

Prima di spiegare se il cane può entrare al supermercato dobbiamo chiarire che la legge italiana vieta l’ingresso di animali domestici solo nei locali dove si preparano, manipolano, trattano e si conservano gli alimenti (come le cucine). Unica eccezione riguarda i cani guida per non vedenti e i cani impiegati dalle forze dell’ordine. Negli altri luoghi non esiste un divieto assoluto di accesso degli animali d’affezione, a meno che non vi siano inderogabili esigenze igienico-sanitarie certificate da autorità competenti [1].

Detto ciò, verifichiamo come deve comportarsi il proprietario del cane quando va a fare la spesa. La prima cosa da verificare per stabilire se gli animali possono entrare nei supermercati è verificare se il Comune ha adottato una disciplina specifica, stabilendo con un regolamento il divieto o il libero accesso del quadrupede all’interno dei locali ove sono presenti alimenti. Il sindaco infatti può decidere in autonomia come regolare la materia, disciplinando l’ingresso degli animali nei luoghi pubblici del Comune che amministra e vietandolo nei luoghi “sensibili” come le scuole, gli ospedali, spesso lasciando libero il singolo esercente di decidere se permettere o meno l’accesso degli animali alla propria attività. Proprio per dipanare i dubbi e le difformità di disciplina è di recente intervenuto il Ministero della Salute con due importanti note.

Con una prima nota [2] il ministero aveva ricordato che l’accesso di animali domestici agli esercizi di vendita al dettaglio di alimenti non è ammesso salvo si tratti di cani guida per ciechi e cani delle forze dell’ordine. È tuttavia possibile – scrive il ministero – individuare, all’interno di tali esercizi commerciali – locali interni appositamente predisposti all’accoglienza degli animali domestici.

Con una successiva nota [3] lo stesso dicastero della Salute ha però aperto la possibilità dell’ingresso di cani e altri animali di compagnia nei negozi al dettaglio e nei supermercati solo se non vi è il rischio di contaminare gli alimenti. Il divieto d’accesso si prevede solo nel caso in cui non si riesca ad evitare il contatto. Ciò sempre a condizione che i regolamenti comunali o regionali permettano l’accesso agli animali domestici negli spazi aperti al pubblico.

Il cane non deve entrare a contatto con gli alimenti

Quindi, laddove il proprietario del supermercato – in quanto non esistono divieti nei regolamenti locali – voglia consentire l’accesso di cani e gatti dovrà prevedere apposite precauzioni per evitare il contatto diretto o indiretto con gli alimenti sia sfusi che confezionati. In caso contrario il commerciante subisce delle sanzioni [4].

Il ministero ha infine chiarito che l’operatore del settore alimentare (Osa) «ha l’obbligo di stabilire, in autocontrollo, quali siano le potenziali condizioni in cui si può verificare contaminazione degli alimenti da parte degli animali presenti nei locali e adottare tutti gli accorgimenti opportuni, formalizzandoli in procedure scritte di autocontrollo». Il divieto assoluto di accesso di cani nei supermercati è possibile solo quando il rischio di contaminazione non è evitabile.

Resta il fatto che per tutti i danni provocati dall’animale nel supermercato è responsabile il padrone: dal morso al passante a quello dato alla salsiccia nel banco frigo.

note

[1] Le norme che si occupano di animali nei luoghi pubblici o aperti al pubblico sono il Dpr n. 320/1954 (Regolamento di polizia veterinaria); la legge n. 37/1974 che regola i cani guida per non vedenti; il Regolamento CE n. 852/2004.

[2] Min. Salute nota n. 11359 del 27.03.2017.

[3] Min. Salute nota n. 23712/2017 del 7.06.2017.

[4] Art. 6 del dl n. 137/2007.

(fonte laleggepertutti.it)