Il tuo cane sa parlarti: basta saperlo ascoltare per riconoscere le sue emozioni

Se abbaiano o guaiscono siamo in grado di capire cosa vogliono. Rispetto agli uomini, le donne riescono a interpretarne anche meglio lo stato emotivo. E’ quanto emerge da uno studio ungherese dedicato alle capacità comunicative dei cani.


CHI ci convive probabilmente lo sapeva già. Ma adesso arriva anche la conferma della scienza: i cani possono ‘parlare’ ai loro padroni. E gli uomini, nella maggior parte dei casi, li capiscono perfettamente e sono anche in grado di leggere le emozioni nascoste dentro un guaito.

Ad arrivare a queste conclusioni è uno studio dell’università Eotvos Lorand di Budapest pubblicato su Royal Society Open Science. I ricercatori hanno fatto ascoltare a 40 volontari ringhi, guaiti e latrati registrati da diciotto cani diversi, in tre diversi contesti. Nel primo i quattro zampe difendevano la loro ciotola di cibo da un altro cane, nel secondo erano minacciati da uno sconosciuto e nel terzo giocavano con il proprio padrone cercando di prendergli di mano un oggetto. Ascoltando solo le registrazioni, senza mai vedere gli animali, i volontari sono stati in grado di individuare la situazione in cui si trovavano nel 63% dei casi.
“Una percentuale molto più alta di quella che avremmo registrato se avessero semplicemente tirato a indovinare” spiega a Repubblica.it l’etologo Tamas Farago che ha condotto lo studio. In particolare, il tipo di ringhio più riconosciuto (nell’81% dei casi) è stato quello giocoso del cane che si diverte con il padrone. La situazione del cibo da difendere è stata indovinata il 60% delle volte, mentre lo stato di aggressività e paura solo nel 50%. “I volontari hanno avuto più facilità a riconoscere i cani ‘felici’ perché gli altri due contesti si somigliano, evocano entrambi aggressività, e questo si rifletteva nella struttura acustica dei ringhi che poteva apparire simili”, osserva il ricercatore.

Gli umani hanno usato come parametri per giudicare l’umore canino soprattutto la lunghezza e il ritmo dei latrati. E gli esperti hanno potuto delineare una sorta di codice per interpretare il linguaggio di Fido: “Quando il cane è di umore giocoso i guaiti sono brevi e si susseguono uno dietro l’altro con intervalli minimi. Mentre se è spaventato o aggressivo tende a esprimersi con guaiti più lunghi e lenti”, spiega l’etologo.

Prima di rivelare ai volontari i tre contesti in cui il verso dei cani era stato registrato, i ricercatori hanno chiesto loro di ascoltare ogni ringhio e classificarlo in base a cinque stati emotivi: aggressività, paura, disperazione, felicità e giocosità. Correttamente i ringhi giocosi hanno avuto il voto più basso per l’aggressività, mentre quelli del cane che difendeva le crocchette hanno ottenuto il voto più alto. Significa che uomini e donne sono stati in grado di leggere le emozioni nella voce dell’animale senza sapere nulla delle circostanze in cui questi si trovavano.

I ricercatori hanno anche notato che cani sanno modulare i loro guaiti, adattandoli alle situazioni. “Comunicano in modo onesto in situazioni di antagonismo in cui hanno davanti l’avversario, per esempio quando difendono il cibo da un altro animale. Sanno che non conviene bluffare, perché il nemico li vede. Invece in contesti più incerti, come quando giocano o si sentono minacciati, sono in grado di manipolare i loro latrati in modo da esagerare i toni di aggressività o di festosità. È un tratto comune dei mammiferi”, osserva Farago.
‘Cani più intelligenti dell’uomo nel valutare i comandi’
La ricerca ha anche evidenziato che le donne e chi già convive con un cane sanno meglio interpretarne il linguaggio rispetto agli uomini e a chi non ha animali domestici. “È chiaro che chi ha a che fare con un cane ogni giorno impara a conoscerlo. Ed è noto che le donne abbiano una sensibilità emotiva e un’empatia più spiccate degli uomini e probabilmente è questa sensibilità che permette loro di meglio riconoscere il contesto da cui arriva il verso dell’animale”, conclude il ricercatore.

(fonte Repubblica.it)