Dopo centri commerciali, ristoranti, spiagge e supermercati… anche i cinema diventano a sei zampe!

 

In curva nord abbiamo gli attivisti

quelli pronti a sguainare la spada con l’unico scopo di non lasciare nessun sopravvissuto, mentre con l’altra mano l’Iphone è già direttamente collegato con la pagina ufficiale dell’ordinanza comunale che sancisce il loro sacrosanto diritto ad entrare sempre e ovunque con il loro amico peloso.

In genere non vedono l’ora che qualcuno provi a contraddirli per scatenare la “guerra santa” e non di rado mi viene il sospetto che ci provino proprio gusto a cercare di entrare nei locali dove sanno di non essere graditi. Così, giusto per fare un po’ di “cagnara”!

 

In curva sud abbiamo gli integralisti

quelli che vedono il cane come portatore di chissà quali malattie infettive che potrebbero contaminare il mondo e trasformarci tutti in zombie, quelli il cui organismo non è provvisto di nessun tipo di anticorpo perché non sono mai venuti in contatto con nessun tipo di acaro/batterio/virus del mondo reale.

In genere, però, sono gli stessi che permettono ai loro figli di leccare le vetrine nelle gelaterie, rotolarsi nelle gallerie dei centri commerciali oppure prendere la frutta senza guanti al supermercato, dargli un morso e riporla sullo scaffale, giusto perché hanno fame!

 

Beh, noi non discutiamo se la legge sia giusta o meno, non vi chiederemo nemmeno di esprimere la vostra opinione o di andare a sedervi in una delle due curve…

…vi chiederemo solo cosa ne pensa il vostro cane

Li vedo, al centro commerciale trascinati da un negozio all’altro, con le orecchie basse e quell’aria annoiata. Alcuni sono rassegnati, altri spaventati, altri ancora terrorizzati dai carrelli che sfrecciano vicini, dai rumori ininterrotti, dal sovraffollamento (mai sentito parlare di prossemica?), dai bambini urlanti che si rincorrono, dalle scale mobili, dai pavimenti scivolosi, delle radio troppo alte nei negozi.

Alcuni esitano e altri si bloccano, ma poco importa perché tanto le zampe non fanno presa sul pavimento lucido e vengono letteralmente trascinati. Spesso sono i padroni stessi che “hanno fretta” e non si accorgono delle difficoltà in cui si trovano i loro cani.

E questo è ancora lo scenario migliore, altrimenti – soprattutto quando sono cuccioli – vengono messi dentro un carrello rumoroso e instabile, con un “pavimento grigliato” in cui le piccole zampine rimangono incastrate, alla portata di tutti gli estranei che si avvicinano con la vocina squillante e allungano le mani senza nemmeno chiedere.

 

E vogliamo parlare dei ristoranti?

Due o tre ore sotto la seggiola, senza poter giocare, muoversi, abbaiare o disturbare, non c’è nemmeno possibilità di rincorrere un cameriere e chiedere l’elemosina! Solo aspettare e annoiarsi: a chi non piacerebbe???

E’ vero che alcuni cani amano andare al centro commerciale a fare amicizia con tutte le commesse dei negozi, e che altri adorano andare a tampinare ogni tavolo alla ricerca di qualche salatino, e che altri ancora si divertono moltissimo in spiaggia nonostante il caldo afoso e il sale che puntualmente fa vomitare anche il migliore dei pasti

MA…

A prescindere che sia giusto o meno aprire le porte di tutti i locali pubblici, ristoranti, spiagge, cinema e centri commerciali (ma anche aree cani!), il solo fatto che esista un diritto non implica necessariamente che sia indispensabile usufruirne.

In alcuni casi, per alcuni cani, sarebbe meglio farne a meno. Per il loro bene.

E non c’entrano la razza, la gestione, la taglia, l’educazione.

C’entrano il benessere del cane, le emozioni, le esperienze che gli facciamo vivere!

Provate a guadare il vostro cane a seconda dei contesti che gli proponete: guardate i suoi occhi, la sua espressione, la sua postura, le sue orecchie e come si muove e poi chiedetevi se averlo messo in quella situazione è piacevole per lui o è piacevole per voi.

Forse avrebbe preferito passare un’oretta a sgranocchiare un osso sul divano, o a fare la guardia in giardino, oppure a rotolarsi nel prato di casa, o semplicemente a trascorrere del tempo riposando dopo una passeggiata.

Ovvio che stare con noi è comunque meglio che stare senza di noi, ma non è questo il punto.

Il punto a cui voglio arrivare è che spesso si trascura la qualità del tempo che si trascorre insieme dietro al palliativo l’importante è che stiamo insieme!

Insomma, si sta insieme sempre ma non si fa mai quello che davvero piace al cane!

Prendetevi del tempo vero PER il vostro cane, per fare quello che piace a lui: che sia passeggiare, annusare, cercare, correre, giocare, portare la pallina, fare la guardia, nuotare, esplorare, imparare o semplicemente stare a ricevere tante coccole

Il vero tempo di qualità, quello che getta i semi della relazione profonda tra due esseri viventi, è quello trascorso a fare delle cose piacevoli per entrambi, non solo per uno dei due!

 

Margherita Mentasti
fonte: www.delashop.it
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