

Nell’articolo di oggi sui recuperi comportamentali si vedono cani aggressivi e mordaci che, anche quando stanno minacciando qualcuno, scodinzolano: abbiamo commentato dicendo che il cane mordace è quasi sempre socievole, e qualcuno si è – giustamente – chiesto se lo scodinzolio sia sempre segno di socievolezza.

In realtà lo scodinzolio ha significati diversi: cambia a seconda dell’altezza a cui viene tenuta la coda (più è bassa e più il cane è insicuro, e viceversa), dal fatto che la si muova tutta o soltanto la punta (tutta=sicurezza/contentezza, solo la punta= timidezza/sottomissione/timore), dal fatto che venga tenuta più verso sinistra(insicurezza/aggressività) o verso destra (disposizione amichevole/tranquillità) e perfino dal tipo di movimento (per esempio, i bassotti hanno un modo tutto loro di girare la coda “a elica” quando sono eccitati).
In generale, comunque, un cane non socievole (ovvero non disponibile ad avere rapporti con l’uomo) raramente scodinzola, e se lo fa lo fa solo con la punta: infatti “socievole”non è sinonimo di “amichevole”, ma di “cane disposto ad accettare il rapporto con l’uomo” (il termine più corretto sarebbe “sociabile”, che però ormai è quasi completamente caduto in disuso).
Un cane non socievole, ovvero un cane non impregnato/socializzato sull’uomo, non lo vede come membro del suo stesso gruppo sociale, ma come specie estranea alla sua: quindi può avere solo un atteggiamento di timore (e in questo caso terrà la coda tra le gambe o comunque bassa e ferma) oppure di aggressività di tipo territoriale (se l’uomo invade i suoi spazi) o predatorio (se l’uomo scappa, o se si tratta di un bambino che può essere scambiato proprio per una preda commestibile): in questo caso la coda sarà tenuta ferma e rigida nella fase di studio, bassa (con o senza movimenti lenti) nella fase di predazione vera e propria.
Il cane che scodinzola sta comunicando con l’uomo, e in questo senso è sicuramente socievole: poi bisogna vedere “cosa” comunica! Pensare che il cane scodinzolante “sia contento” è estremamente limitativo, anche se è ancora un ‘opinione molto diffusa (e spesso causa di clamorosi fraintendimenti).
In passato era però opinione comune anche nel mondo scientifico, tanto che ricordo un divertentissimo racconto di James Herriot in cui si parlava di un cane che ringhiava davanti e muoveva la coda di dietro, per cui il veterinario dichiarava che le sue intenzioni erano più o meno comprensibili a seconda della parte da cui lo si guardava.
Gli studi più recenti sono riusciti ad identificare i significati indicati sopra, ma probabilmente c’è ancora molto altro da scoprire: è poi evidente che, per quanto la coda di un cane non menta mai, non la si può osservare come un “oggetto a se stante”, staccato dal resto del cane. Per capire la predisposizione mentale di un cane verso il nostro approccio è fondamentale guardare anche la mimica facciale e quella corporea nell’insieme. Desmond Morris, nel suo libro “Il cane: tutti i perché” (che è del 1986) sollevò un putiferio sostenendo che il cane muoveva la coda perché si trovava in uno stato conflittuale: quindi, a suo avviso, il cane che rivedeva il suo umano, per esempio al suo rientro a casa, provava contemporaneamente gioia e paura, ed era questa alternanza di sensazioni a causare il suo scodinzolio.
Ovviamente le Sciuremarie dell’epoca insorsero: “Ma come?!? Il mio cane NON ha paura di me! Io non lo picchio mai, io lo amo, io lo tratto come un figlio!”
In realtà, se era probabilmente azzardato parlare di “paura”, dire che il movimento della coda sia legato ad uno stato emotivo conflittuale è corretto. Quando infatti il cane è “concentrato” su un unico stato emozionale, come la paura o la pulsione predatoria, la sua coda resta immobile.
Lo scodinzolio festoso e di saluto, però, è più probabilmente legato al fatto che il cane vuole riempire il suo umano di feromoni “gioiosi”: infatti questi vengono emessi in gran parte dalle ghiandole della zona perianale e genitale (questo è anche il motivo per cui i cani, per sapere in che disposizione di spirito è il loro “collega” incontrato per strada, gli annusano il sedere). Il movimento della coda serve a “spargere” nell’aria i suoi feromoni di eccitazione-appagamento-felicità, che noi purtroppo non siamo in grado di annusare e di riconoscere. Ma lui non lo sa.
Per rispondere alla domanda iniziale, comunque: sì, il cane che scondinzola è un cane socievole. Ma non bisogna confondere socievole (ovvero: disposto a comunicare con noi) con “amichevole”. Sono due cose molto diversi, perché il cane può anche comunicarci – scodinzolando – la sua intenzione di litigare con noi. In questi casi il tipo di movimento della coda può già darci qualche indicazione interessante, ma ripeto – è fondamentale saper “leggere” e capire anche i messaggi che lui ci invia contemporaneamente con la mimica corporea e facciale. E ovviamente non sono da sottovalutare i segnali vocali: se il cane “scondinzola di dietro ma ringhia davanti”, come quello di Herriot, conviene decisamente dar retta al segnale che arriva dalla parte anteriore: anche perché è altamente probabile che lo scondizolio stia tentando (invano, data la pochezza del nostro olfatto) di farci arrivare feromoni difensivi o territoriali che ad un naso canino direbbero “stai alla larga! Non superare la distanza di sicurezza! Non avvicinarti!”
A volte penso che i poveri cani, dopo averci mandato tutta una serie di messaggi negativi di questo tipo, restino decisamente allibiti vedendo che noi li ignoriamo completamente.
E’ un po’ come se qualcuno, quando ci avviciniamo a casa sua, ci mostrasse una serie di cartelli con scritto “STOP!” “ALTOLA’!” o magari “CAMPO MINATO!”, e noi continuassimo ad avanzare allegramente. Il pensiero dell’altro umano sarebbe sicuramente: “Ma è scemo? Non sa leggere?!? Perché non si ferma?”
Ecco, probabilmente questo pensiero attraversa la mente di moltissimi cani che, avendo avuto una buona impregnazione/socializzazione sull’uomo, si sono illusi che noi possiamo davvero comunicare nella loro stessa lingua. Il fatto che il nostro naso sia una ciofeca, e che a noi manchi tutta la parte della comunicazione olfattiva (che per loro equivale proprio al “non saper leggere”), non sono in grado di capirlo, se non dopo una lunga e (presumo) frustrante esperienza.
Spesso noi consideriamo il cane come una specie di sottosviluppato mentale: ma non dimentichiamo che noi, per lui, siamo dei sottosviluppati nasali.
Quindi, ogni tanto, proviamo a pensare che il cane sta tentando di parlare al nostro naso: e se questo non è in grado di recepire il messaggio, non è certo colpa del cane.
(fonte Tipresentoilcane)