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Divieto nel regolamento di condominio o nel contratto di affitto: quali sono i diritti del proprietario di animali?

I padroni di cani e gatti sono ancora chiamati a fare rinunce. Rinunce quando viaggiano in treno, in aereo o in autobus; quando entrano nei negozi o nei ristoranti; quando si recano in strutture ricettive come hotel o residence. Non sempre infatti gli animali sono graditi e, quand’anche sono tollerati, vanno sempre tenuti sotto controllo, al guinzaglio o nelle apposite cuccette.

In casa propria si può fare ciò che si vuole? Neanche qui si ha sempre campo libero. Bisogna fare i conti, innanzitutto, con gli altri condomini e, nell’ipotesi di casa in affitto, con il proprietario dell’appartamento.

Cerchiamo allora di capire cosa dice la legge su cani e gatti in appartamento.

Indice

  • 1 Cani e gatti in appartamento: il regolamento di condominio

  • 2 Obblighi di legge del proprietario del cane o del gatto

  • 3 Casa in affitto: obblighi del proprietario del cane o del gatto

 

Cani in appartamento: il regolamento di condominio

La legge – e in particolare l’articolo 1138 del Codice civile – stabilisce che le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Questa norma non ha però valore assoluto. Difatti tale limite può essere superato con un regolamento approvato all’unanimità. In buona sostanza, se la clausola che vieta di detenere negli appartamenti cani e gatti o altri animali di compagnia viene approvata da tutti i condomini essa è da ritenersi ugualmente valida.

La clausola avrà effetto anche nei confronti dei successivi acquirenti degli appartamenti se il regolamento viene richiamato nel contratto di compravendita o viene trascritto nei pubblici registri immobiliari.

L’approvazione all’unanimità del regolamento può avvenire anche in modalità differita: succede quando il costruttore sottopone, insieme all’atto di acquisto, l’accettazione del regolamento di condominio. Il che si verifica dinanzi al notaio, all’atto del rogito.

In sintesi, il regolamento di condominio non può vietare di tenere animali in casa salvo che sia stato approvato all’unanimità.

Obblighi di legge del proprietario del cane

In ogni caso, quand’anche non ci sia alcun divieto, il proprietario dell’animale deve prestare attenzione alle seguenti circostanze.

Deve evitare che l’animale dia fastidio, con i propri versi, agli altri condomini. Il che succede di norma con il latrato dei cani. Diversamente può essere condannato a prendere provvedimento per evitare le molestie. Se però il rumore viene percepito da tutto il palazzo scatta il reato di disturbo della quiete pubblica e sarà possibile sporgere denuncia ai carabinieri o alla polizia.

Entro tali termini è possibile portare l’animale in ascensore.

Casa in affitto: obblighi del proprietario del cane

Il proprietario del cane è tenuto a risarcire tutti i danni causati dall’animale, tanto più nel caso di affitto. La legge infatti impone sul conduttore un obbligo di diligente custodia dell’immobile. Si pensi all’appartamento locato con tutti gli arredi: se il gatto dovesse rovinare il divano, l’affittuario sarebbe tenuto a risarcire il locatore sulla base del valore residuo che il bene aveva al momento della sottoscrizione del contratto.

Il conduttore non è obbligato al risarcimento se, dal deterioramento della cosa locata, superiore a quello corrispondente all’uso della cosa in conformità del contratto, non è derivato, per particolari circostanze, un danno patrimoniale al locatore.

Il locatore può trattenere la cauzione a compensazione dei danni subiti solo a patto che avvii contestualmente una causa contro l’inquilino. Se infatti le parti non si mettono d’accordo, solo il giudice può quantificare l’esatto importo del risarcimento. Se così non fosse, l’inquilino sarebbe soggetto all’unilaterale determinazione dei danni fatta dal proprietario dell’immobile.

(fonte La legge per tutti)