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Scorrendo la nostra pagina nel corso del tempo, abbiamo fatto alcune considerazioni che vogliamo condividere con tutti, e che speriamo offrano spunti di riflessione a quanti ci seguono.
Gli appelli per l’adozione dei nostri cani hanno pochissime condivisioni. Quelli che ci arrivano dall’esterno, invece, ne hanno molte di più, specie se si tratta di cuccioli. Questo ci porta a farci alcune domande. Pensate davvero che, una volta recuperati da noi, i cani siano “al sicuro” e non abbiano più bisogno di nulla? Pensate che i Comuni a cui questi cani appartengono ci forniscano cibo, farmaci, antiparassitari o qualcos’altro? Non è così. Nessun Comune ci ha mai aiutato, ma tutti sono sempre pronti a chiamarci quando serve. Pensate che chi ci segnala o affida animali in difficoltà poi ci sostenga o contribuisca al loro mantenimento? Non succede mai. Siete convinti che una volta tolto un cane dai pericoli della strada il problema sia risolto? No, in realtà è appena cominciato. Perché ogni cane ha necessità ed esigenze diverse, ed è compito nostro, poi, assicurarci che mangi, che vada d’accordo con gli altri, garantirgli le cure necessarie, occuparci della parte burocratica e dell’adozione. Mettere un cane in sicurezza non basta a fare di lui un cane felice. Ci sono mille sfaccettature che vanno considerate in termini di benessere e qualità di vita, tanti piccoli dettagli che bisogna tenere presenti fino all’adozione. E se non viene adottato? Resterà a vita in stallo da noi. Ma a chi importa?
Forse non condividete i nostri appelli perché siete stufi di vedere sempre le stesse foto e gli stessi cani. Forse non vi colpiscono perché non vi presentiamo casi disperati, cani insanguinati, sbranati, maciullati e quant’altro, non facciamo leva sul facile pietismo e non usiamo toni tragici per descrivervi la realtà delle cose. E’ vero, i nostri cani stanno bene, perché anche quando ci arrivano in condizioni penose facciamo i salti mortali per rimetterli in sesto, e sono sempre gli stessi perché grazie al cielo – salvo qualche caso particolare – in genere vivono a lungo. Ma per questo non meritano nemmeno un po’ di attenzione? Per questo non provate nemmeno a condividerli e ad offrire loro un’opportunità? E qualcuno si chiede quanto ci costa – in termini di impegno, fatica, lavoro, ed anche denaro – mantenerli in buone condizioni? Ognuno di loro starebbe certamente meglio se avesse una famiglia, se potesse trascorrere l’inverno al caldo, se avesse dei compagni umani con cui condividere giochi ed esperienze. Far girare un appello non costa nulla, ma può cambiare la sorte di ognuno dei “nostri” cani. Ed infine, se alcuni di loro trovassero casa, noi potremmo aiutare qualche altro peloso in difficoltà, cosa che non possiamo di certo fare sovraffollandoci e stipando i cani come sardine.
Ma come mai è così difficile che i “nostri” cani trovino casa mentre altre associazioni/volontari hanno un ricambio continuo e sempre nuove emergenze da mostrare? Forse perché noi controlliamo e valutiamo ogni singola richiesta, non spediamo cani al nord o peggio all’estero, e di conseguenza non chiediamo continuamente donazioni ed elargizioni per pagare bagnetti, acquistare biglietti aerei, comprare trasportini, pagare stalli improvvisati quanto nebulosi. Non crediamo che il problema randagismo si possa risolvere esportando i randagi, e non siamo affatto convinti che le migliaia di cani che partono dal sud abbiano altrettante famiglie al nord che li aspettano a braccia aperte. Altrimenti non si spiegherebbe perché anche al nord i canili siano così affollati. Quando affidiamo un cane noi vogliamo essere certi del destino che stiamo scegliendo per lui, vogliamo conoscere la sua futura famiglia e mantenere i contatti nel tempo. L’obiettivo finale di un’adozione è quello di cambiare in meglio la vita di quel cane, non certo quello di liberare un posto, avere una bocca in meno da sfamare o toglierci un problema da sotto gli occhi.
I nostri eventi su Fb, rari perché limitati alle situazioni di reale necessità, non suscitano grande interesse. I partecipanti – pochi – non partecipano fattivamente in alcun modo, ad esclusione di pochi amici che ci conoscono personalmente e sanno come operiamo; le persone interessate non si interessano affatto, nemmeno chiedendo se l’animale a cui è dedicato l’evento è ancora vivo. Forse in entrambi i casi molti cliccano solo per curiosare. Eppure ci sono gruppi e associazioni che ricevono donazioni di ogni genere. C’è gente che utilizza i propri conti correnti e le proprie postepay personali, e con gli introiti degli eventi e delle lotterie costruisce rifugi raffazzonati, si arreda la casa, si compra l’auto nuova. Ma nell’immaginario collettivo le associazioni sono ricche, godono di chissà quali finanziamenti e non hanno bisogno di nulla. Beh, possiamo assicurarvi che per noi non è così. Noi abbiamo una marea di spese e donazioni pari a zero, nonostante tutto venga fatto nella massima trasparenza. Però la gente continua a segnalarci ogni giorno animali da recuperare, si arrabbia quando diciamo che non possiamo intervenire, e non pensa minimamente di contribuire o aiutare.
E infine, restando in tema di aiuto, ci sono le campagne soci. Tante persone ci scrivono chiedendo informazioni sul volontariato, ma quasi tutte spariscono dopo aver ricevuto le informazioni richieste. Qualcuno pensa di iscriversi per portare da noi tutti gli animali che trova (come farsi l’abbonamento al cinema o in palestra: pago un tot l’anno e usufruisco dei servizi quando voglio). Molti sono convinti che fare volontariato sia soltanto un diversivo, come andare nel tempo libero a giocare a tennis o a fare un’escursione. Niente impegni fissi, niente obblighi, niente responsabilità. Della serie “oggi non ho niente da fare e vado a spupazzarmi i cani”. Se è vero che il volontariato è, per definizione, una scelta volontaria, è altrettanto vero però che questa scelta deve essere fatta responsabilmente. I volontari sono l’anima di ogni associazione, ma devono essere disponibili e affidabili, mantenere gli impegni che hanno assunto e tenere presente che ogni defezione mette in difficoltà tutti gli altri volontari ma soprattutto i cani. Alcuni dei nostri volontari nel tempo si sono allontanati per i motivi più disparati, dimenticandosi come per incanto dei cani che hanno accudito per mesi o anni. Qualcuno ci ha lasciato come ricordo uno o più cani che ha ritenuto di “salvare” e di cui non ha mai più chiesto notizie, e magari poi ha scelto di occuparsi di nuovi cani, come se i precedenti si fossero dissolti per magia. Fare volontariato con gli animali è dura, è una scelta coraggiosa e non è per tutti. Ma chi ci crede davvero non molla, non ha paura delle responsabilità e non fugge dinanzi ai problemi. Sono queste le persone che cerchiamo e che possono davvero essere utili ai quattrozampe che vogliamo aiutare.
Per concludere, la nostra pagina è seguita da più di 20.000 persone. Se ognuna condividesse l’appello per uno dei “nostri” cani, sarebbero veramente pochi quelli che non troverebbero famiglia. Se ognuna ci inviasse 1 euro al mese, avremmo risolto gran parte dei nostri problemi. E se ognuna delle persone della nostra provincia che ci segue decidesse di dedicare un giorno al mese a fare volontariato con noi, vi assicuriamo che insieme potremmo fare grandi cose!