

Una ipovedente con il suo labrador entra nel commissariato Tuscolano. Deve denunciare lo smarrimento di un documento. I poliziotti non la fanno salire e raccolgono la denuncia nella sala d’aspetto. Le associazioni insorgono: “E’ una vergogna che le forze dell’ordine non conoscano le leggi. Chi ci tutela?”
“Lei, col cane. Non può salire. on può salire. Le persone col cane aspettano giù”. A nulla è servita la risposta: “Ma lei è un poliziotto, io sono cieca e lui è il mio cane guida”. Niente da fare. Neppure il tempo delladenuncia, che sarà
presa da un altro
agente direttamente nella sala d’aspetto anziché al primo piano, come per tutti i cittadini. E’ la paradossale avventura toccata oggi a una 37enne di Roma non vedente che si è rivolta al Commissariato “Tuscolana”, quartiere Cinecittà. Dove un poliziotto, forse inesperto o forse digiuno di leggi in materia, ha intimato a una donna cieca di attendere lì dov’era e non salire al piano primo che ospita gli uffici per via del compagno a quattro zampe. A dare la notizia la Blindsight Project, una Onlus per disabili sensoriali, nata a marzo 2006, con sede legale a Roma e iscritta al Registro Volontariato Regione Lazio. Alla notizia le associazioni insorgono.
La donna, ipovedente dalla nascita e da oltre 15 anni accompagnata da cani guida non si capacita del trattamento. “Giro per Roma con il cane guida da anni e non mi era mai successo. Vada per il supermarket e il bar, ma la polizia che mi impedisce di entrare no, mai”. E inizia l’alterco surreale. “Lei deve attendere qui”. “Scusi ma sono salita altre volte per fare denuncia in questi anni e non mi hanno mai fermata, poi la legge indica chiaramente che possiamo accedere agli uffici pubblici senza limitazioni, si informi, la prego”. L’agente inforca le scale: “Vado a chiedere e le faccio sapere”. Passano i minuti ma la risposta è la stessa, non si sale. E la donna resta di sasso: “Ma come, noi ciechi ci imbattiamo in mille difficoltà e prevaricazioni per le quali spesso dobbiamo affidarci alle forze dell’ordine e ora mi ritrovo a subire da voi lo stesso trattamento che mi riservano i pizzaioli, iparcheggiatori, i bagnini? Ma con che spirito posso affidarmi alla polizia se il trattamento e la conoscenza dei nostri diritti è questo?”. Le buone ragioni non servono a molto. Gli agenti, se pur imbarazzati, prenderanno la denuncia di smarrimento della carta di identità dopo un’ora di attesa e direttamente nella sala d’aspetto, alla presenza di altri cittadini in attesa, in barba alla privacy.