statistiche web

Coronavirus, gli esperti: “Con la riapertura i cani potrebbero soffrire di stress e ansia da separazione”

«Hanno condiviso con le loro famiglie molto tempo di qualità e i cani hanno accumulato un enorme ed eccessiva dipendenza» 

Per molti sono stati una compagnia per spezzare la tristezza del confinamento in casa per contenere la diffusione del coronavirus. I cani sono stati fonte di gioia e hanno permesso di uscire di casa per fare una passeggiata, talvolta anche ben oltre ai loro bisogni fisiologici previsti dalle ordinanze. In molti Paesi, negli Stati Uniti su tutti, c’è stata una vera e propria corsa alle adozioni. Ma poco per volta, per fortuna, le vite umane torneranno a seguire il loro ritmo, in particolar modo per gli impegni lavorativi.

«Hanno condiviso con le loro famiglie molto tempo di qualità e i cani hanno accumulato un enorme ed eccessiva dipendenza» spiega al Times l’esperto di psicologia degli animali Roger Mugford, noto per essersi occupato dell’addestramento dei Corgi della regina Elisabetta: «i quattrozampe troppo viziati – aggiunge l’esperto – potrebbero soffrire quando i genitori di casa torneranno al lavoro e i figli a scuola».

I segnali di stress

La nostra vita è fatta di routine, di spazi personali per permetterci di soddisfare le nostre esigenze. E il confinamento a cui siamo stati tenuti ci ha costretti a grossi cambiamenti che hanno causato forti stress. Alla stessa maniera i nostri cani (ma anche i gatti) hanno bisogno di prevedibilità e comportamenti coerenti, e ogni volta che c’è un cambiamento improvviso anche loro si stressano.

Secondo l’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals i segnali di questa pressione psicologica si possono notare in feci e urina fatta in casa, eccessivo abbaiare, masticazione di oggetti o tentativi di fuga. Alcuni cuccioli in preda al panico potrebbero persino praticare la coprofagia, ossia consumare le proprie feci.

Secondo l’American Veterinary Medical Association si calcola che tra il 20 e il 40 per cento dei cani negli Stati Uniti mostrino comportamenti di stress e d’ansia da separazione nei periodi normali. Problemi psicologici che hanno conseguenze anche fisiche: nel graffiare porte e finestre, gli animali domestici potrebbero ferirsi alle zampe e alle unghie, rompersi i denti.

Occorre prepararli e comprenderli
«Consenti al tuo animale domestico di trascorrere un po’ di tempo da solo – spiega a Insider la comportamentista veterinaria Karen Sueda –. Hai il tuo spazio e loro hanno il loro».

È un processo graduale che insegna al cane che le assenze possono essere una forma di sicurezza. Qualcosa che si può fare anche in piccoli appartamenti, con brevi separazioni in alcuni spazi della casa.

Ma è utile accompagnare questo “ritorno al passato” accompagnandolo con forme di arricchimento: il rinforzo positivo, come fornire qualche croccantino se il cane defeca all’esterno, è il modo migliore per risolvere i problemi di comportamento. Spesso è difficile ignorare l’insistenza del cane, ma quando si arrendono è giusto premiarli anche con una semplice carezza. Loro lo apprezzeranno e lo capiranno.

Non dimentichiamoci che ci sono stati vicini

Come detto, durante il confinamento i cani ci sono stati di grande aiuto. Un aspetto che non bisognerà dimenticare quando torneremo alla nostra quotidianità: sarà sempre importante fare delle belle passeggiate con loro, lasciare che soddisfino le loro esigenze di olfatto e curiosità. Fare con loro giochi stimolanti non tanto facendone una questione di durata, ma di qualità. Loro se lo meritano, oggi più che mai.

(fonte lastampa.it)