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Scuola Cinofila BJ e Scuola Nazionale di Formazione Cinofila insieme per il “Progetto D.A.D” Diabetes Alert Dog

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PROGETTO DAD – DIABETES ALERT DOGS PREPARAZIONE CANI DA ALLERTA PER PERSONE AFFETTE DA DIABETE DI TIPO 1

Come avviene già da diversi anni negli USA, è possibile addestrare i cani a riconoscere e segnalare situazioni di abbassamento ed innalzamento della glicemia in pazienti affetti da diabete di tipo 1. Il Progetto DAD nasce dalla collaborazione tra la Scuola Cinofila BJ di Intimiano (CO) e la Scuola Nazionale Formazione Cinofila di Milano. Il progetto ha avuto inizio nel mese di Giugno del 2015, dopo che i responsabili delle due scuole coinvolte,  e Matteo Pittavino, hanno partecipato ad un corso di formazione sulla preparazione di cani da allerta per persone diabetiche, tenuto da Debby Kay, nota istruttrice americana che ha messo a punto uno specifico protocollo di training ormai collaudato ed utilizzato da diversi anni negli USA.

Il protocollo di lavoro può essere sviluppato con cuccioli appositamente selezionati e preparati così come con cani già in possesso dei pazienti, dopo attenta valutazione sia delle caratteristiche del cane sia dello stato di salute del paziente.
Per lo sviluppo del progetto, Scuola Cinofila BJ e Scuola Nazionale di Formazione Cinofila hanno avviato una collaborazione con l’Associazione Nazionale Giovani Diabetici che, inizialmente attraverso la propria filiale di Como e poi anche coinvolgendo altre filiali AGD in Lombardia, ha permesso di informare i membri delle Associazioni stesse in merito alla importante funzione svolta da un DAD ed ottenere un fondamentale supporto nella raccolta dei campioni salivari, forniti da persone affette da diabete di tipo 1 e prelevati nelle fasi iniziali della crisi ipoglicemica, che costituiscono l’elemento essenziale per il training dei cani da allerta.

Per i pazienti fornire campioni risulta un’attività molto semplice in quanto è necessario solamente tenere in bocca per qualche secondo un piccolo tampone salivare di cotone che poi viene inserito in apposite provette. La fase di ottenimento dei campioni è una delle più importanti e critiche in fase di addestramento dei cani in quanto il lavoro di preparazione viene fatto su campioni di persone diverse e pertanto maggiore è il numero di campioni a disposizione maggiore sarà la costanza e la continuità che potrà essere garantita al lavoro durante l’addestramento del cane.

  • COSA PUO’ FARE UN D.A.D. (DIABETES ALERT DOG)

Un cane da allerta per persone affette da diabete di tipo1 è in grado di segnalare, con modalità opportune stabilite in fase di addestramento, innalzamenti o abbassamenti dei valori di glucosio nel sangue. In particolare i cani vengono preparati ad accorgersi spontaneamente del sopraggiungere di una alterazione glicemica sia durante il giorno e nel corso delle normali attività svolte dalla persona diabetica, sia durante la notte. Nel corso del training, infatti, il cane viene preparato a segnalare in condizioni anche molto difficili (in città, sui mezzi pubblici, durante le passeggiate, nei negozi e nei centri commerciali, ecc.) ed a svegliarsi nel corso della notte qualora rilevasse una situazione critica per la persona a cui è affidato. Il cane lavora in abbinamento ai dispositivi medici e fornisce certamente anche un supporto emotivo al paziente affetto da diabete.

  • COSA NON PUO’ FARE UN DAD

E’ importante sottolineare che la presenza di un cane da allerta al fianco di una persona diabetica non cambia in alcun modo il protocollo sanitario del paziente che continuerà a fare tutto ciò che il proprio medico prescrive. I cani, sebbene in possesso di capacità olfattive non comuni e perfettamente addestrati, non sostituiscono i supporti medici, ma lavorano in abbinamento ad essi

  • CARATTERISTICHE DELL’ADDESTRAMENTO

Il protocollo di training prevede tre fasi di lavoro ben distinte:

– educazione di base e creazione di una adeguata relazione con il proprietario

– discriminazione olfattiva per il riconoscimento dell’odore di riferimento

– affiancamento alla persona diabetica e preparazione alla segnalazione reale.

La prima fase ha l’obiettivo di ottimizzare la relazione tra il cane ed il suo proprietario, rendere il cane in grado di svolgere il proprio lavoro in qualsiasi condizione e con qualsiasi distrazione presente, e dare al proprietario le competenze per gestire il proprio cane da allerta senza difficoltà in qualsiasi contesto si trovi.
Nella seconda fase il cane, attraverso una opportuna tecnica di discriminazione olfattiva, viene preparato a riconoscere range variabili di modifica dei valori di glucosio nel sangue (indicativamente tra 80 e 40), attraverso uno specifico addestramento basato sull’utilizzo di campioni di saliva prelevati da persone affette da diabete di tipo 1, opportunamente conservati e classificati in base alla data di prelevamento ed al valore corrispondente di glicemia, misurato con l’apposito strumento al momento del prelevamento del campione.

Una fase iniziale dell’attività olfattiva permette di costruire nel cane la “memoria” dell’odore che dovrà essere segnalato, ed in seguito verrà chiesto al cane di discriminare questo odore rispetto ad altri (es. campioni neutri o con valori normali di glicemia).
Il training effettuato nella fase di discriminazione olfattiva ha anche l’obiettivo di insegnare ai cani ad annusare il paziente in alcuni punti specifici del corpo, anche in funzione della posizione in cui il paziente si trova (in piedi, seduto, sdraiato): tali punti sono scelti in modo che siano facilmente raggiungibili da cani di taglie diverse e tenendo anche in considerazione la maggior sudorazione della pelle che si verifica in alcune parti del corpo.

Nell’ultima fase del training il cane sarà “tarato” sul suo paziente di riferimento e sarà in grado di segnalare modifiche dei valori di glucosio che risultano critici per quello specifico paziente.
La preparazione del cane prevede anche la necessità che venga insegnato al cane ad effettuare dei monitoraggi periodici del proprio paziente durante l’intero arco della giornata, anche se non viene rilevata alcuna situazione anomala.

SVILUPPO DEL PROGETTO DAD

La fase iniziale del progetto, durata diversi mesi, è stata una fase sperimentale che ha avuto come obiettivo quello di far conoscere la realtà dei cani da allerta per persone diabetiche anche attraverso il coinvolgimento delle Associazioni e la partecipazione a convegni, seminari, incontri e dimostrazioni. Il primo gruppo di 5 cani del progetto DAD era costituito da alcuni cani preparati a scopo dimostrativo ed un cane di proprietà di una persona diabetica. Questi cani hanno fornito tutti ottimi risultati nel training raggiungendo un elevato grado di sicurezza nello svolgimento della discriminazione olfattiva su campione anche in ambienti molto difficili (i cani sono stati allenati e “testati” in città in luoghi particolarmente affollati e caotici, nei centri commerciali, in auto, ecc.).

La fase sperimentale è quindi oramai conclusa ed il progetto è al momento avviato nella preparazione effettiva di cani da allerta che assisteranno pazienti affetti da diabete di tipo 1.
Alcuni cani già di proprietà di persone diabetiche sono al momento in addestramento con risultati molto soddisfacenti e da Settembre è stato avviato il training di un cucciolo di Hovawart (Furious della Brughiera Comasca, alias Jodi) che andrà ad affiancare Giorgia, una bambina di sette anni purtroppo affetta da diabete di tipo 1.
A dimostrazione delle grandi potenzialità dei cani in questo ambito, emblematico è il caso di una meticcia femmina di 2 anni che abbiamo avuto modo di conoscere in quanto già da tempo segnala spontaneamente le crisi ipoglicemiche ed iperglicemiche della sua giovane proprietaria quindicenne. Il nostro lavoro con lei è stato fondamentalmente rivolto all’insegnamento di una corretta modalità di segnalazione, al fine di rendere chiaro per i proprietari il comportamento di allerta del proprio cane ed evitare comportamenti associati ad eccessiva frustrazione da parte del cane. E’ stato introdotto un bringsel che viene tenuto dalla madre della ragazzina e che il cane tira quando intende segnalare un problema glicemico. Inoltre per le segnalazioni notturne è stato insegnato al cane a toccare un oggetto che si illumina ed emette dei suoni in grado di avvertire i genitori della ragazzina anche durante il sonno.

Per ulteriori informazioni sullo sviluppo del Progetto DAD è possibile contattare i responsabili del progetto, Matteo Rino Pittavino e Sergio Ghidelli, attraverso i siti internet delle rispettive scuole ( www.cinofilia.eu  –  www.scuolacinofilabj.it ), scrivere agli indirizzi e-mail progettodad@cinofilia.eu  e  progettodad@scuolacinofilabj.it , oppure visitare la pagina Facebook “Progetto DAD