statistiche web

Se il cane abbaia di notte chi viene condannato non è il proprietario del cane bensì chi si lamenta

Arriva la BANCA delle VISITE PET
25/09/2022
“ROMEO GROOMING” Gara Internazionale di Toelettatura
18/10/2022

Mi meraviglio che qualche politico senza scrupoli prima delle elezioni non abbia cavalcato l’onda emotiva di qualche piazza raccontando questa favoletta

Perché di tanto si tratta, come quella che si racconta per cui il cane ha diritto di abbaiare

( https://www.studiolegaleportoghese.it/blog/non-esiste-un-diritto-assoluto-incomprimibile-allabbaio-di-un-cane )

Invero qualche anno addietro una persona è stata condannata per il reato di disturbo della quiete pubblica (art. 659 cod. pen.) per essersi affacciato di notte alla finestra inveendo all’indirizzo di alcuni vicini proprietari di cani colpevoli (i cani) di abbaiare nelle ore notturne.

Nel meraviglioso mondo dei cani si era scatenato l’entusiasmo. I cani abbaioni finanche intervistati dalle più autorevoli firme del giornalismo italiano perché ritenuti artefici di uno stravolgimento epocale. Era stata sdoganata la libertà di abbaio. Il “cane morde l’uomo” non era solo uno slogan ma era diventato qualcosa di concreto. La vera notizia era che se il cane abbaia viene condannato l’umano che urla di tacere!

E la vicenda processuale pareva proprio confermare questa inversione di tendenza dal momento che la Corte di Cassazione penale (sentenza n.47719/2018) aveva confermato che quella persona aveva di fatto superato i limiti della normale tollerabilità e che le sue invettive (urla e fischi) erano idonee a disturbare potenzialmente la quiete ed il riposo di un numero indeterminato di persone.

Ergo, si poteva ritenere che chi avesse deciso di urlare all’indirizzo dei cani che abbaiano di notte, disturbando il sonno delle persone, avrebbe rischiato una condanna. Ovviamente non è così. Il disturbo della quiete pubblica prodotto dai cani probabilmente era concreto ma il modo di esternare la lamentela da parte di quella persona non era il più consono.

Il reato di cui all’art. 659 cp non è una favola.

Tutto qui.

Avv. Filippo Portoghese
Diritto e tutela del benessere degli animali