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Cloe, cane “allerta Covid”, non sbaglia un colpo: in Sardegna la prima sperimentazione che funziona

In Italia è assolutamente il primo progetto con risultati positivi al 100%. Gli esiti dei test preliminari sono eccellenti: Cloe, cane da rilevamento Covid-19, dopo mesi di addestramento e sperimentazione in Sardegna, non ne ha mai sbagliato una

Dopo mesi di addestramento e sperimentazioni nell’ambito di uno studio su scala nazionale, la soddisfazione è davvero tanta: Cloe, il cane rilevamento Covid-19, si rivela essere un perfetto “strumento” nell’aiuto verso la scoperta del coronavirus in categorie fragili. Là dove un tampone può essere fastidioso, invasivo, stressante per un bambino o un anziano, ecco che arriva Cloe a dispensare annusate, coccole e baci “canini” e a rendere il tutto una pratica piacevole. Là dove la scienza non riesce ad arrivare del tutto, ci pensano i nostri amici a quattro zampe. Ecco la sua storia.

Il progetto ha preso il via già dalla fine di marzo 2020 in seno a Progetto Serena Onlus® (associazione ideata e creata nel 2013 da Roberto Zampieri e sua moglie, che prepara i cani allerta diabete) e finalmente venerdì 12 e sabato 13 febbraio, sono iniziati in Sardegna i primi test con i cani per il rilevamento Covid -19 sulle persone. Gli educatori cinofili dei centri Semplicemente Cane di Castelsardo e Vita da Cani di Iglesias, Roberta, Daniela, Francesca, Simona e il cane Cloe, si sono impegnati in prima linea prima nell’abitazione di una famiglia in provincia di Sassari selezionata su requisiti specifici e poi presso la struttura Casa San Giorgio dell’Associazione Anni d’Oro Onlus di Cagliari: qui hanno testato, sotto la supervisione di personale sanitario, dirigenti e osservatori, le potenzialità del cane sul campo.

La metodologia seguita è quella ideata dal fondatore di Progetto Serena Onlus®, Roberto Zampieri, già noto nell’ambiente cinofilo come preparatore di cani allerta nel diabete e ausilio alla disabilità. Questo dei cani di rilevamento Covid è un progetto totalmente autofinanziato, con finalità di solidarietà sociale, che ha richiesto mesi di lavoro sia in ambito cinofilo che scientifico. L’obiettivo dello studio è quello di arrivare ad utilizzare il classico tampone rinofaringeo su meno soggetti possibili, non solo nell’ottica di un risparmio in termini economici per la Sanità, ma soprattutto in termini di impatto psicologico nelle categorie fragili, come i bambini e gli anziani, che si devono sottoporre ad una procedura a dir poco spiacevole, ogni qualvolta si riscontri una positività nella comunità scolastica, nelle case di riposo, RSA o case di cura.

Ben diverso invece è se a “fare il test” si presenta un bel cucciolone festante che ti annusa un po’, magari si prende volentieri due coccole, e nel frattempo segnala solo i soggetti che sente come positivi. In questo modo solo a quelli rilevati dal cane verrà propinata la seccante ma necessaria prassi del tampone.

“I risultati dei test preliminari finora sono eccellenti”, ci spiega la dottoressa Francesca Soggiu. “Su 46 persone presentate al cane nei due giorni di test, 4 sono state segnalate come positive, ma soprattutto 40 soggetti sono stati riconosciuti come negativi e tutte le segnalazioni sono state verificate con esiti di laboratorio”. Tutti i test sono stati eseguiti nel rispetto delle norme vigenti per il contenimento della pandemia, senza rischi per gli Operatori, per le persone oggetto di studio e per i cani stessi. “Ora la serie di prove proseguirà e se venisse confermata anche in futuro la sensibilità e la specificità, oggi al 100% del cane da rilevamento Covid, i dati dello studio verranno divulgati alla comunità scientifica, il campione impiegato, assolutamente non infettante, frutto di ricerche e ripetuti esperimenti durante la preparazione e la metodologia utilizzata”.

Ma è giusto raccontarvi adesso anche qualcosa sulla protagonista, Cloe, bellissima meticcia sarda: la sua padrona si era rivolta al centro cinofilo Semplicemente Cane di Castelsardo perché la aiutasse nell’educazione della cagnetta quando aveva appena 3 mesi.  “La proprietaria ne ha avuto così tanto beneficio psicologico che ha deciso di diventare una nostra collaboratrice e di affidarci Cloe per le attività sociali. Adesso lei è un cane in preparazione per allerta diabete, disabilità e Covid nonché mascotte del centro!”.

“Un ringraziamento speciale, conclude,  va al dottor Gianni Masala, come Presidente della struttura Casa San Giorgio, per l’entusiasmo e la disponibilità con cui ha accolto questa proposta di sperimentazione sui suoi assistiti, mettendosi in gioco, nonostante lo scetticismo di molti. Un grazie speciale anche al Lions Club Cagliari Saint Remy, che già da tempo supporta Progetto Serena Onlus® mettendo in condizione molte famiglie di poter usufruire dei percorsi con i cani allerta diabete. Lungi dal volerci dire “arrivati”, siamo orgogliosi dei risultati finora ottenuti: sicuramente non è un lavoro finito ma la strada sembra quella buona!”.

fonte Vistanet Cagliari