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Comportamento del cane e relazione cane-persona, sfatiamo qualche mito

Ecco una carrellata di vecchie credenze, miti da sfatare ed equivoci relativi al comportamento del cane e alla relazione cane-persona

Per brevità ho scritto poche righe per ciascuno

° La mente del cane adulto è come quella di un bambino di 3 anni?
No, è semplicemente la mente di un mammifero adulto, appartenente ad una specie diversa da quella umana. Ha capacità cognitive elevate, capacità di problem solving spesso molto elevate, capacità di comprendere gli stati d’animo degli altri, capacità di valutare le situazioni alle quali si trova davanti.
° Confortare un cane che è in difficoltà NON rinforza la paura, anzi, lo aiuta e gli fa capire che si può fidare della persona.
° Non si lascia piangere un cucciolo da solo appena arrivato a casa per “abituarlo a stare da solo”. Anzi, i primi giorni non dovrà essere lasciato solo, se possibile. Prima deve conoscere la famiglia, prendere fiducia ed ambientarsi nell’ambiente, poi, gradualmente, si può iniziare a lasciarlo solo. Direi che questo, con le dovute modifiche, vale anche per i cani adulti appena adottati.
° Un cane che è spaventato e/o non abituato alle manipolazioni (es. quelle del veterinario), può reagire aggressivamente non solo verso chi sta cercando di approcciarlo ma anche verso il proprietario. Si tratta di cane che vuole dominare sulla persona? O che non rispetta l’autorità del proprietario? No, si tratta solo di un cane spaventato o con difficoltà emotive, proprie o legate alla relazione e alla comunicazione che le persone hanno instaurato con lui. Ovviamente il proprietario deve essere colui che dal momento dell’adozione deve preoccuparsi di far crescere il cane in modo adeguato ed aiutarlo nelle sue difficoltà. Banalmente, l’abituazione corretta (che non vuol dire costrizione) alle manipolazioni e ad esempio ad indossare la museruola, è molto importante e deve essere il proprietario a farsene carico.
° La dominanza è la spiegazione a tutti i comportamenti che il cane ha verso gli altri cani e verso le persone? No!
° Per educare un cane e costruire una buona relazione con lui – è questo l’aspetto fondamentale – NON serve a nulla che il proprietario passi prima dalla porta, che mangi prima del cane o non faccia salire il cane sul letto o divano. Preciso: può essere utile insegnare al cane che non ci si fionda fuori dalla porta, ma questo non ha nulla a che vedere con la presunta “dominanza”; analogamente, non è necessario far salire il cane sul letto o sul divano se la famiglia ha deciso che non può farlo, ma se ci sale, non diventerà “dominante” per questo (è sempre bene, in ogni caso, che gli si insegni a scendere su invito della persona).
° I cani non fanno i dispetti. Neppure quando vi sembra che facciano apposta i bisogni in giro o distruggano le cose in vostra assenza. Se questo succede, consultate un esperto per un parere professionale. Il cane potrebbe comportarsi così perché ha un vero problema a rimanere da solo.
° Se un cane ha un malessere fisico e si lamenta o cerca attenzioni, ha un malessere fisico, piccolo o grande, non sta ingigantendo le cose “apposta” o “facendo la scena”. Ci possono essere cani più stoici ed altri meno, ma se stanno male, stanno male, e devono essere ascoltati. Questo vale anche per le difficoltà emotive.
° Tutti i cani devono essere amanti delle persone nello stesso modo? La specie canina è una specie altamente sociale e questo facilita la convivenza con l’uomo, ma il gradimento per le interazioni che un cane ha verso le persone dipende da sue caratteristiche genetiche e dalle sue esperienze positive o negative pregresse. Rispettiamo i cani che hanno paura o sono in difficoltà!
° Per entrare in contatto con un cane sconosciuto o che si conosce poco, si deve andare molto gradualmente, no al contatto fisico invadente e forzato! Non sono le carezze che lo “addomesticano”
(termine, peraltro, tecnicamente errato, poiché il cane, anche il più schivo, appartiene ad una specie già domestica).
° Molti cani NON amano essere toccati sulla testa. C’è chi dice che è perché vedono il gesto come dominanza verso di loro. Io penso che sia perché è una invasione forte dello spazio intimo dell’individuo, e può essere anche percepito come una minaccia. Vi piacerebbe essere toccati sulla testa da uno sconosciuto (anche se siete persone socievoli)? Cosa pensereste?
° Al cane non basta un giardino, anche se grande, e anche se passa alcune ore in casa con la famiglia. Deve essere portato fuori a scoprire il mondo, con controllo da parte del proprietario e CONDIVISIONE, ma con la possibilità di fare esperienze.
° Non è vero che alcune razze – tipicamente quelle di taglia piccola – “è normale che stiano in casa con la traversina per sporcare senza uscire”.
° Se il cane è spaventato o sovraeccitato in una situazione, ad esempio asilo per cani, sgambatoio, ambulatorio veterinario…, non ha senso chiedergli continuamente il seduto o il terra o il resta o fai il girotondo o portami il caffè. Cercare di impartire comandi, soprattutto se il cane non li conosce bene e non li ha associati a qualcosa di positivo, in queste situazioni, non è utile e non aiuta il cane a calmarsi, anzi. Gli altri proprietari al parchetto potrebbero rimanere impressionati dall’  “obbedienza” del vostro cane, ma non è questo di cui il cane ha bisogno.
° Avere il controllo sul cane NON è equivalente all’autocontrollo che un cane può avere sulle proprie emozioni e reazioni.
° Per far capire al cane che non c’è necessità di difendere le risorse, NON serve togliergli continuamente la ciotola o i giochi dalla bocca. Questo potrebbe anche essere controproducente. Bisogna cercare di comunicargli che le mani arrivano sempre per dare qualcosa in più o qualcosa di bello in scambio.
° Il cane NON impara a fare i bisogni fuori casa grazie al muso nella pipì o alle sgridate. Lo impara perché viene guidato a farla in altri posti e perché è più bello farlo nell’erba o comunque lontano dai luoghi di alimentazione e riposo. I cuccioli non lo possono imparare completamente finchè non hanno il pieno controllo degli sfinteri, per il quale ci vuole qualche mese.
° Il cane nasce per mettere i piedi in testa al proprietario? No! Il cane, come specie (poi ci sono le differenze di razza ed individuali) è collaborativo. Quello di cui ha bisogno è una guida chiara e coerente, che ascolta ed accompagna; trova rassicurante capire quale è il proprio ruolo nella famiglia.
° NON è necessario comportarsi da cani per comunicare con il proprio cane. Il cane lo sa di essere un cane e sa che noi non siamo cani (e non ci scambia neppure per la mamma)! Non serve prendere per la collottola o rivoltarlo sulla schiena, né morderlo come se fossimo cani… Bisogna trovare un linguaggio condiviso.
° Il legame che ci lega ai cani e che lega i cani a noi è un vero legame di attaccamento. Ma attaccamento non vuol dire dipendenza. Un attaccamento sicuro nel cane, comprendente la presenza della base sicura (il proprietario), sostiene la sicurezza in se stessi e l’equilibrio emotivo del cane. Il legame di attaccamento dei proprietari verso i proprio cani è “naturale”, ma non giustifica l’umanizzazione dell’animale.
° I cani “disubbidienti”… siamo sicuri che lo siano davvero, o magari semplicemente non si sentono… ascoltati?


Per dubbi e per farvi seguire potete rivolgervi ai professionisti del settore, educatori ed istruttori cinofili, etologi e veterinari comportamentalisti!

Dott.ssa Eva Ricci
biologa etologa