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Questa e’ una storia vera. Ma come, direte voi, non lo sono anche le altre? Si certo, tutte sono storie vere, ma in questo caso e’ importante precisarlo e bisognerà arrivare alla fine del racconto per capire il perché.

E’ la storia di Carrie Pepper che, quando suo figlio Alex le annuncio’ che sarebbe partito per l’Iraq dopo essersi arruolato come volontario, avrebbe voluto afferrarlo per le spalle e scuoterlo, come avrebbe fatto se Alex fosse stato ancora un bambino, e non un ragazzo di 18 anni. Ma non lo fece, forse perché il destino ha un modo tutto suo di compiersi, o forse perché si rendeva conto di non poter impedire a suo figlio di fare ciò che realmente voleva, servire il suo paese, gli Stati Uniti d’America.

In Iraq Alex fece amicizia con un cane. Gli erano sempre piaciuti i cani, era cresciuto con un grosso pastore tedesco di nome KC e questo cane, una femmina, poco dopo ebbe una cucciolata di cui i soldati del campo si prendevano cura. Carrie seguiva quotidianamente la vita di Alex e dei suo compagni attraverso le loro pagine di MySpace, dove i ragazzi pubblicavano le fotografie dei cuccioli. Era facile intuire come quei cani rappresentassero un brandello della loro esistenza passata, un frammento di normalità nella strana follia della guerra. Attraverso MySPace, Carrie fece amicizia  con Matt, un compagno di Alex. Matt divenne come un secondo figlio per Carrie, un fratello per Alex disegnando uno di quei percorsi insoliti che ha l’amore di unire gente diversa in circostanze straordinarie.

Alex torno’ in licenza per il suo diciannovesimo compleanno. Furono venti giorni speciali, al termine dei quali Carrie non avrebbe voluto vederlo ripartire, ma sapeva di non poterlo trattenere e così lo saluto’ senza sapere che sarebbe stata l’ultima volta.  Alex rimase ucciso in un attentato il 19 maggio del 2007 quando un ordigno fece saltare in aria la jeep su cui viaggiava. Perdere un figlio e’ un dolore inimmaginabile e Carrie sprofondo’ in un abisso di solitudine dal quale Matt cercava di risollevarla scrivendole e tenendola aggiornata su una realtà che altrimenti sarebbe sparita insieme ad Alex, portandosi via un altro pezzo della vita di Carrie. Matt le scriveva del cane che Alex aveva tanto amato, BP, una femmina addestrata a fiutare esplosivi che seguiva il plotone nelle zone di guerra. Dal fronte arrivarono i pochi effetti personali che erano appartenuti ad Alex e fra questi una pila di fotografie che lo ritraevano insieme a BP. Solo allora Carrie capi’  quanto era stato forte il legame che aveva unito suo figlio a quel cane.

Un giorno Matt scrisse a Carrie che BP aveva avuto 6 cuccioli, ma solo una femmina era sopravvissuta. E lui avrebbe trovato il modo di farla arrivare da lei. Era una follia. Un’impresa impossibile. Spedire un cucciolo di cane da una zona di guerra da cui ormai non partivano quasi più voli civili, dove era impensabile trovare un kennel dentro il quale farla viaggiare, e a pochi giorni dalla smobilitazione del plotone da Baghdad sarebbe stata un’operazione molto complicata a dire poco. Ma per quel modo strano che ha il destino di compiersi, gli eventi si allinearono magicamente. Il vice presidente della sola linea aerea civile che ancora percorreva la rotta di Baghdad, informato del progetto, offri’ tutta la sua collaborazione. Riuscirono persino a trovare un vary-kennel e documentare in un reportage fotografico l’intera odissea di baby DJ. DJ viaggio’ da Baghdad fino in Kuwait e da li’ volo’ a Washington. Giunta a Washington, fu prelevata da un servizio di trasporto animali che in dieci giorni la porto’ sulla costa opposta dell’America fino a casa di Carrie. La notizia del viaggio del cucciolo divenne virale in internet e quando infine raggiunse la casa di Carrie ad attenderla c’erano centinaia di persone. Il loro incontro fu magico. Carrie, preoccupata di non piacere alla piccola DJ, la prese in braccio e fu sopraffatta dalle sue effusioni. Alla fine della giornata si ritrovarono sole in giardino e mentre accarezzava il suo mantello soffice da cucciolo, Carrie senti’ di avere di nuovo un compagno di vita, un legame che la univa ad Alex. E così’, con la semplicità che hanno i cani di cambiarci l’esistenza, DJ ha chiuso un cerchio di amore, solidarietà e compassione attorno a Carrie, ridandole quella sensazione di appartenenza che solo i legami veri e profondi sanno regalare.