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Prevenire è meglio che curare

La prevenzione, questa sconosciuta… Anche in ambito comportamentale, come in medicina e in molti altri ambiti, è importante attuare dei comportamenti e pianificare delle strategie di gestione per abbassare il rischio di avere problemi futuri.

Esempi:

  • Come preparare la casa per accogliere un nuovo gattino? Bisogna pensarci per tempo, prima che arrivi l’animale
  • Come far socializzare il cane con ambienti e persone? Per alcuni cani i processi di socializzazione possono essere più complessi che per altri, quindi talvolta serve una vera pianificazione
  • Come comportarsi la prima notte con un cucciolo? La vecchia credenza per cui bisogna lasciar piangere da soli il cucciolo per abituarlo a star solo è ormai superata, chiedete consiglio ad un esperto che vi dia consigli per le prime notti, in modo tale da superarle bene e non avere problemi futuri
  • Come insegnargli dove fare i bisogni? Anche in questo caso, abbandoniamo le vecchie credenze per cui si deve sgridare il cucciolo e metter il muso nella pipì, quindi armiamoci di pazienza e prepariamoci (anche logisticamente) a portare fuori il cucciolo appena sveglio, dopo che ha mangiato, dopo che ha giocato. mettere il muso nella pipi o utilizzare sempre e solo traversine nei primi mesi può portare a problemi futuri
  • Come gestire l’interazione tra l’animale e il bebè? Va tutto preparato prima, soprattutto dal punto di vista logistico e gestionale!
Altri esempi importanti:
  • se si deve introdurre un nuovo gatto in una casa dove è già presente un gatto/più gatti, bisogna fare un inserimento graduale (non buttare il nuovo in casa pensando “fanno da soli”), perchè questo è un momento delicato, che provoca sempre stress, almeno all’inizio. Quindi, invece che aspettare di vedere come va (non possiamo saperlo a priori), agiamo in prevenzione e pensiamo che dovremo fare un percorso di inserimento fin da subito
  • se un cane o un gatto cominciano a manifestare segni di stress, aggressività o si nota un cambiamento del comportamento, innanzitutto – oltre ad escludere cause fisiche – bisogna cercare di capire se c’è una causa scatenante (ambientale, relazionale…) e rimuoverla, poi contattare un esperto in supporto senza esitare!
Un proprietario dovrebbe porsi queste domande prima di prendere l’animale o appena ha adottato o appena si accorge che sta sorgendo un problema, ed eventualmente rivolgersi per un consulto agli esperti del settore: riceverà consigli non solo per prevenire/gestire problemi ma soprattutto per costruire con l’animale una relazione positiva e profonda, nel rispetto delle sue caratteristiche ed esigenze.
Dott.ssa Eva Ricci
biologa formata in comportamento animale (etologa)
e relazione uomo-animale